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Posizione:

Una famiglia di ingegneri padovani

GALILEO n. 93 Luglio 1997

L'ing. Giorgio Romaro (numero d'ordine provinciale 312) è padovano DOC, appartiene infatti a una famiglia che prima di abbracciare più di cento anni fa la professione di «ingegnere» ha dato i natali a numerosi notai succedutisi di padre in figlio nel territorio padovano, dapprima dipendenti (vassalli) dei marchesi d'Este, poi liberi professionisti «cittadini» (appartenenti cioè di diritto al consiglio comunale oligarchico) nel libero comune di Montagnana, successivamente in Este durante la Repubblica Veneta e fino alla fine della stessa. Nel 1800 i Romaro si spostarono a Piove di Sacco - dove Vincenzo, bisnonno dell'ing. Giorgio, fece parte del primo consiglio comunale democratico eletto dopo l'unità d'Italia - e infine a Padova centro dall'inizio del 1900. Padovani e laureati in ingegneria nella università patavina erano anche il papà (nel 1921) e il prozio (nel 1889) dell'ing. Giorgio più avanti ricordati.
Nello scorso anno accademico all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia è stata discussa una tesi, relatore il prof. Enzo Siviero sulle realizzazioni degli ingegneri Romaro dalla fine del secolo scorso ai giorni nostri. Sempre nello scorso anno accademico il prof. dott. ing. Jörg Schleich durante una lezione nel suo corso di Ponti all'Institut für Konstruktion und Entwurf dell'Università di Stoccarda, lezione alla quale la scrivente era presente, ha citato quale esempio di particolare metodologia costruttiva il progetto di montaggio del viadotto sul Gran Canal Maritime a Le Havre, recente opera dell'ing. Giorgio Romaro che per questo progetto ha ricevuto il premio CECM 1995.