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Storia dello studio

Romaro: cento anni di strutture con l'acciaio
GALILEO 93 Luglio 1997

Una tradizione continuata con passione. L'arte di costruire con l'acciaio trasmessa di padre in figlio come "mestiere di famiglia". L'esclusiva dedizione alle costruzioni metalliche.

Quando negli anni Cinquanta l’Ing. Giorgio Romaro comincia la professione, la sua progettazione strutturale, nonostante la mancanza in Italia di una legislazione e una normativa in materia (salvo le benemerite norme ACAI del 1955) è confortata dalla raccolta di tutte le norme DIN e da una serie di «quaderni Romaro» (sui collegamenti. sul carico di punta sull'imbozzamento ecc.) che arrivano ben più in là nell'aiuto al progettista di quanto non arrivino nemmeno oggi le norme. Questa situazione che lo faceva sentire un privilegiato. veramente un «figlio di papà». nei confronti di tanti suoi colleghi che lavoravano da pionieri nel campo della strutturistica di acciaio lo indusse a comunicare que¬ste conoscenze ritornando all'Università in qualità di assistente volontario dagli anni Sessanta fino al '74 e successivamente come professore incaricato esterno. La cultura del progettare con l'acciaio che egli trasmette è basata quindi sull'esperienza di oltre un secolo di strutture di acciaio realizzate su progetto Romaro.
Egli stesso ama ricordare. quasi ripercorrendo una «storia di famiglia». opere quali i ponti ferroviari in Bulgaria realizzati d’ing. Filiberto tra il 1900 e i11910 e nel decennio successivo. i ponti ferroviari in Argentina. Da1 1920 al 1930. con la discesa in campo dell’ing. Aldo. la produzione progettuale si diversifica. Infatti Aldo progetta anche grandi coperture. come quella del teatro di Montagnana (Padova) e gru. In particolare una gru :1 volata mobile su quadrilatero articolato a pantografo e percorso orizzontale del gancio su progetto originale brevettato. L' Ansaldo ne produsse decine di esemplari soprattutto per il porto di Genova. dove era¬no in uso fino a qualche anno fa col soprannome di «beccaccini».
Tra il 1930 e il 1940 i Romaro continuano a dedicarsi ai ponti e alle gru tra cui la grande gru a torre per l’Ossario del Pocol a Cortina d' Ampezzo ma soprattutto cominciano i progetti di montaggi speciali tra i quali quello delle 350 t del monolito in marmo di Carrara del Foro Italico per il quale all'ing. Aldo fu conferita l'onorificenza di Cavaliere ufficiale del Regno nel 1932 e quello delle travi (300 t l'una) dei blondin del Cantiere Navale di Pegli nel 1939.
Gli anni della guerra e della ricostruzione vedono ring. Aldo impegnato soprattutto nel progettare. oltre a numerosi capannoni e silos, ponti e gru da montaggio come quelle usate per il ponte di Sesto Calende a doppio impalcato stradale e ferroviario montato a sbalzo.
Tra il1950 e il 1960 l'ing. Aldo allarga la progettazione alle strutture off-shore collaborando alla realizzazione delle prime tre piattaforme davanti alle coste italiane (Sarom a Ravenna, API a Falconara, Rasiom nella baia di Augusta) e alle prime strutture in lamiera piegata progettando la macchina per realizzare le coperture della Morassutti a Padova.
Nella seconda metà degli anni cinquanta, con il cessare dell'attività progettuale di Aldo comincia l'attività di Giorgio che inizia con varie gru da banchina tra le quali una a volata mobile con percorso orizzontale del gancio con compensazione originale, ottenuta collegando con riduttore differenziale l'argano del tiro a quello del brandeggio: progetta anche i primi multipiani di acciaio, come l'edificio Coin di Padova del 1958 e i primi ponti mobili a lastra ortotropa (ponte girevole di Mira, Venezia). Insieme al padre realizza le prime ristrutturazioni tra le quali il coperto della Cappella degli Scrovegni a Padova.
L'attività dello Studio Romaro prosegue nei decenni seguenti con sempre maggior dina¬mismo.
L'ing. Giorgio ricorda la realizzazione negli anni Sessanta di ponti ferroviari e stradali ma soprattutto ponti tubo sospesi tra i quali il primo a più di tre campate per l'acquedotto del Frida in Calabria.
Tra i multipiani il primo grattacielo per la Standa ad Agrigento: tra le gru, i falconi per il sollevamento di pezzi del peso di centinaia di tonnellate e vari edifici industriali come la Pozzi di Ferrandina e la Raffineria di Sola, in Norvegia, oltre all'arredo di navi posatubo per la Saipem.
Tra il 1970 e il 1980 progetta 500 mila metri quadrati di hangar in Libia completamente al taglia-fora: quattro grattacieli a Riyadh, tensostrutture per Estramed a Pomezia: Caem a Marostica,Vicenza e il Palasport di Milano, premio CECM 1976.
Sono suoi progetti anche i ponti dell'asse attrezzato Siracusa – Catania, l’arredo di una piattaforma off-shore davanti alla città di Fiume, la ristrutturazione dei Mercati S. Lorenzo a Firenze, la cupola girevole per l'Osservatorio a Cima Ekar sull'altopiano di Asiago, i tensionatori per posa oleodotti per le navi Castoro della Saipem, tettoie ed edifici sul piazzale italiano del traforo del Monte Bianco, l'acciaieria ATB a Roncadelle (Brescia) e il tubificio I-MOSA a Portocabelo (Venezuela).
Dal 1980 al 1990 si devono allo Studio Romaro varie realizzazioni: la gru a telescopio per sollevare la "candela" nella centrale nucleare di Creys Malville; il ponte sul Po a Corbola e il ponte sull' Adige a Legnago; ciminiere a Marghera (Venezia) e Bastardo (Perugia) e condotti fumi a Bastardo; attrezzature per il Porto di Jen-Jen in Algeria; acciaieria a Bassora in Iran per la Danieli; acciaieria ABS a Cargnacco (Udine); ponti levatoi sul Canal Bianco a incastro automatico in mezzeria; ponte girevole a Chioggia; ponte sollevabile a Sondrio; attrezzature speciali per lavorare sotto gli impalcati stradali; viadotti dello svincolo della SS 51 Aurelia verso l'aeroporto di Genova e viadotti sulla SS 51 bis di Alemagna in località Lozzo di Cadore (Belluno): ristrutturazione dello storico ponte sull' Adda a Paderno assieme a Vittorio Nascé.
Nel 1993 si aggiudica il premio CECM per la realizzazione del serbatoio ACEA a Roma e nel 1995 ottiene lo stesso riconoscimento per il viadotto sul Grand Canal Maritime a Le Havre.
Agli anni Novanta si ascrivono anche i progetti già realizzati per strutture Pipe Rack e capannoni Verniciatura e Presse nello stabilimento FIAT di Melfi; il raddoppio dello stabilimento Ferrari a Maranello; il montaggio e le strutture di montaggio per il viadotto sul Fragneto a Potenza e quello sul Severn a Bristol; lavori off-shore sulla piattaforma Enel davanti a Ravenna e un ponte pedonale stral¬lato a Padova con l'arch. Camillo Bianchi.
Molti sono i progetti Romaro in fase di realizzazione, alcuni già in cantiere: il capannone Verniciatura nello stabilimento FIAT di Cordoba in Argentina; le strutture di acciaio negli edifici del Centro Commerciale DIBAG a Monaco di Baviera, le strutture di acciaio per il restauro e il riuso della Mole Antonelliana in collaborazione con Vittorio Nascé, il ponte mobile a La Maddalena in Sardegna, i montaggi, insieme con la Cimolai, dei viadotti sullo Jallà in Val d'Aosta, sull' autostrada Adana Graziatep in Turchia, sull'autostrada Berlino-Norimberga per il superamento dell'Elba in Germania, sul Cavaillon e sul Cheval Blanc sulla TGV Mediterranée in Francia.

da GALILEO 93 Luglio 1997
Filiberto
Dott. Ing. Filiberto
Aldo
Dott. Ing. Aldo
Giorgio
Dott. Ing. Giorgio
Chiara
Dott. Arch. Chiara